Dal 15 ottobre 2021 il Green Pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, pubblici e privati, comprese le libere professioni.
Quali regole valgono per gli amministratori di condominio e per le assemblee condominiali che si svolgeranno dopo questa data?
Vademecum per come gestire il Green Pass in condominio
In attesa di eventuali linee guida da parte delle istituzioni, l’ANAMMI, associazione nazional-europea amministratori d’immobili, ha delineato un piccolo vademecum che fornisce un orientamento di base ai professionisti associati per gestire l’obbligo del Green Pass in ambito condominiale.
L’amministratore di condominio
L’amministratore di condominio, ricordiamo, è un libero professionista, un lavoratore autonomo con partita IVA. Di conseguenza, come specificamente indicato dal decreto annunciato dal Governo, dovrà essere in possesso del Green Pass. Lo stesso discorso vale per i dipendenti del suo studio professionale, che dovranno anch’essi avere la Certificazione Verde per poter continuare a svolgere l’attività lavorativa senza interruzioni.
L’obbligo vale dunque per l’amministratore e per i professionisti del suo studio, ma non per i condomini, come ad esempio in sede di assemblea condominiale.
L’assemblea condominiale
Secondo il vademecum dell’ANAMMI, per ora restano invariate le modalità di svolgimento dell’assemblea condominiale, che dovranno quindi seguire le regole stabilite nel periodo di emergenza Covid-19, come il mantenimento della distanza interpersonale, il corretto uso della mascherina, l’igienizzazione e lo spazio di sicurezza (locali con un rapporto di superficie minimo di 7 mq per partecipante).
L’amministratore, nel convocare l’assemblea in luoghi selezionati per tale necessità, dovrà chiedere preventivamente al gestore dei locali se intende condizionare l’accesso al possesso del Green Pass.
Se soltanto un solo partecipante all’assemblea non avesse la certificazione verde, l’amministratore dovrà scegliere un altro posto, in modo da evitare contestazioni successive.
Il presidente dell'assemblea, oltre al controllo della regolarità degli inviti e del computo dei millesimi presenti, avrà il compito di verificare e di controllare preventivamente il possesso del Green Pass dell'amministratore, “proprio perché anche il professionista deve dimostrare di avere il certificato verde”, spiega Giuseppe Bica, presidente dell'ANAMMI.
L’Associazione chiede comunque al Governo di fornire “ulteriori indicazioni sull’utilizzo del Green Pass in ambito condominiale, in modo da operare in sicurezza”.
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