L’amministratore di condominio non può generalmente fare multe, ma può occuparsi della riscossione delle sanzioni, salvo deroghe espresse nel regolamento condominiale. Vediamo in quali casi è possibile e come funziona l’intero procedimento.
Le sanzioni pecuniarie sono uno strumento utile per mantenere l’ordine e garantire il corretto utilizzo delle parti comuni. Secondo l’articolo 70 delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile, il condominio può prevedere multe solo se inserite chiaramente nel regolamento condominiale.
Le violazioni più comuni riguardano, ad esempio:
Rumori eccessivi fuori dagli orari di quiete stabiliti;
Abbandono di rifiuti in aree non designate, con rischi igienici o ostacolo al passaggio;
Parcheggio irregolare che limita l’accesso ad altri condomini;
Danneggiamento di elementi comuni, come arredi da cortile o piante ornamentali;
Uso improprio degli spazi comuni per attività personali non consentite.
Le sanzioni condominiali devono essere chiaramente indicate per ogni tipo di infrazione, senza riferimenti generici.
L’assemblea condominiale è l’organo principale per:
Inserire sanzioni nel regolamento;
Applicare multe ai condomini.
Per approvare le clausole sanzionatorie, l’assemblea deve rispettare le maggioranze dell’articolo 1136 del Codice Civile: la maggioranza dei presenti rappresentanti almeno metà dei millesimi dello stabile.
Anche l’applicazione delle multe richiede delibera assembleare con le stesse maggioranze, dopo aver accertato la violazione.
In base all’articolo 1130 del Codice Civile, l’amministratore di condominio ha funzioni esecutive e di vigilanza: generalmente non può comminare multe, ma solo gestirne la riscossione.
Se il regolamento contrattuale lo prevede espressamente, l’amministratore può agire autonomamente, notificando la sanzione tramite raccomandata o PEC. Gli importi non riscossi vengono inseriti nelle quote condominiali, rendendo il condomino moroso.
Secondo l’articolo 70 delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile, le multe condominiali possono arrivare a:
200 euro per singola infrazione;
800 euro in caso di recidiva.
Somme superiori sono invalide, mentre importi inferiori sono consentiti se riportati chiaramente nel regolamento condominiale.
Il condomino che ritiene la multa ingiusta può procedere a impugnare:
La delibera assembleare, entro 30 giorni dalla partecipazione alla riunione o dalla notifica del verbale (art. 1137 c.c.);
L’atto dell’amministratore, se previsto dal regolamento contrattuale.
Cause comuni di sanzioni illegittime includono:
Mancato rispetto delle maggioranze;
Superamento dei limiti di importo;
Regolamento non chiaro o incompleto;
Mancanza di prove della violazione.
Prima di rivolgersi al Tribunale, è obbligatorio tentare la mediazione tra condomino e condominio (Legge 28/2010). Se la multa viene annullata, il condominio rimborsa anche le spese legali.
Fonte: idealista.it
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