Il settore degli affitti brevi è sempre più al centro dell'attenzione dell'Amministrazione finanziaria. Grazie all'incrocio delle informazioni provenienti da diverse banche dati, l'Agenzia delle Entrate è oggi in grado di individuare con maggiore facilità eventuali redditi non dichiarati derivanti dalle locazioni turistiche.
Tra gli strumenti utilizzati vi è il confronto tra i dati trasmessi attraverso il portale Alloggiati Web e quelli presenti nelle dichiarazioni fiscali. Quando emergono anomalie o incongruenze, il contribuente può ricevere un questionario con la richiesta di fornire chiarimenti e documentazione.
La normativa impone ai gestori delle strutture ricettive di trasmettere alla Questura, tramite il servizio Alloggiati Web, i dati anagrafici degli ospiti entro 24 ore dal loro arrivo. Se il soggiorno dura meno di 24 ore, la comunicazione deve essere effettuata immediatamente.
L'obbligo riguarda:
Ma non solo. Devono effettuare la comunicazione anche:
Non è quindi determinante la forma giuridica dell'attività, bensì il fatto che venga svolta un'attività di ospitalità dalla quale deriva un reddito.
L'obbligo di comunicazione nasce dall'art. 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.) ed è finalizzato alla tutela dell'ordine pubblico.
Oggi, tuttavia, le informazioni raccolte vengono utilizzate anche dall'Agenzia delle Entrate nell'ambito delle attività di controllo fiscale.
Le presenze registrate tramite Alloggiati Web possono infatti essere confrontate con:
Se il numero degli ospiti registrati non risulta coerente con i redditi dichiarati, può essere avviata un'attività di verifica.
In presenza di possibili irregolarità, il contribuente può ricevere un questionario con cui l'ufficio richiede chiarimenti.
Generalmente vengono richiesti:
Il termine per rispondere viene indicato dall'ufficio e non può essere inferiore a 15 giorni.
Uno degli aspetti più rilevanti è che i controlli non riguardano esclusivamente gli operatori professionali.
Anche chi concede saltuariamente in locazione un immobile attraverso gli affitti brevi, senza partita IVA e senza qualificarsi come imprenditore, può essere oggetto di verifica.
Per l'Amministrazione finanziaria, infatti, ogni ospitalità a pagamento rappresenta un reddito che deve essere correttamente dichiarato.
Ulteriori elementi che possono far emergere anomalie sono:
Ignorare il questionario dell'Agenzia delle Entrate può aggravare sensibilmente la posizione del contribuente.
La normativa prevede infatti una sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro per l'omessa comunicazione dei dati richiesti dall'ufficio (art. 11, comma 1, D.Lgs. 471/1997).
Inoltre, in assenza di collaborazione, l'Amministrazione può procedere a una ricostruzione presuntiva del reddito, utilizzando:
Una ricostruzione di questo tipo può risultare molto meno favorevole rispetto a quella che il contribuente avrebbe potuto dimostrare fornendo la documentazione richiesta.
Chi gestisce locazioni brevi, case vacanza o B&B dovrebbe conservare con attenzione tutta la documentazione relativa all'attività, comprese prenotazioni, ricevute, pagamenti e registrazioni degli ospiti.
Una gestione corretta degli adempimenti amministrativi e fiscali consente di affrontare eventuali controlli con maggiore serenità ed evitare contestazioni, sanzioni e accertamenti basati su presunzioni.
L'Agenzia delle Entrate può utilizzare i dati di Alloggiati Web?
Sì. Pur essendo raccolti per finalità di sicurezza pubblica, i dati possono essere incrociati con le informazioni fiscali per verificare eventuali incongruenze.
Chi affitta un appartamento senza partita IVA deve comunicare gli ospiti?
Sì. Anche chi concede un immobile in affitti brevi in forma privata è tenuto a rispettare gli obblighi previsti dall'art. 109 del T.U.L.P.S.
Cosa succede se non rispondo al questionario dell'Agenzia delle Entrate?
Si rischia una sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro e l'Agenzia può ricostruire il reddito sulla base di presunzioni e dati disponibili.
Quali documenti possono essere richiesti durante il controllo?
Registrazioni degli ospiti, giorni di permanenza, importi pagati, ricevute, prenotazioni e ogni documentazione utile a dimostrare i redditi percepiti.
Anche gli affitti brevi occasionali possono essere controllati?
Sì. I controlli possono riguardare anche i proprietari che affittano occasionalmente un immobile, se emergono incongruenze tra le presenze registrate e i redditi dichiarati.
Argomenti trattati: affitti brevi, Alloggiati Web, Agenzia delle Entrate, controlli fiscali, locazioni turistiche, redditi non dichiarati, questionario fiscale, sanzioni tributarie, B&B, case vacanza, dichiarazione dei redditi, verifiche fiscali.
Fonte: condominioweb.com
ABR Amministrazioni è una realtà sempre rivolta alla massima competenza amministrativa e tecnica, e all'assoluta trasparenza nell’amministrazione condominiale.
I nostri punti di forza sono la competenza, l'economicità di gestione e l'efficienza nella soluzione di qualsiasi problematica che dovesse interessare il condominio e/o singoli condomini.
Quando il diritto di antenna prevale
Amministratore di condominio e somme prelevate
Delibera condominiale nulla se il preventivo dei lavori è incerto
Motore del condizionatore nella chiostrina condominiale
Tubazioni del gas nel cortile condominiale
Spese condominiali dopo la vendita
Rendiconto condominiale senza documenti
Condizionatore troppo rumoroso in condominio
Facciate condominiali deteriorate
Telecamere private in condominio
Infiltrazioni durante i lavori sul lastrico solare
Bonifico condominiale accreditato al destinatario sbagliato
Cappotto termico in condominio
Furto di biciclette in condominio