Acquistare un immobile con le agevolazioni prima casa consente un risparmio fiscale significativo. Tuttavia, esistono situazioni in cui questi benefici possono essere revocati, con conseguenze economiche rilevanti. Una delle più insidiose riguarda la risoluzione della compravendita, soprattutto quando avviene tramite mutuo dissenso.
Quando si acquista un immobile con i requisiti prima casa, il carico fiscale è ridotto:
Se il venditore è un privato (o impresa in esenzione IVA):
Se il venditore è un’impresa con vendita soggetta a IVA:
La normativa è chiara: se l’immobile viene trasferito entro cinque anni dall’acquisto, si perde il beneficio, a meno che entro un anno non venga acquistata un’altra abitazione da destinare a residenza principale.
Il problema si pone quando non si tratta di una vendita vera e propria, ma di una risoluzione del contratto tramite mutuo dissenso. In questo caso, le parti decidono di sciogliere l’accordo e riportare la situazione allo stato originario.
Ma questa operazione equivale a una vendita?
La risposta è arrivata con chiarezza: sì, la retrocessione dell’immobile è considerata un nuovo trasferimento.
Secondo la Corte:
Questo significa che, anche se le parti parlano di “risoluzione” o mutuo dissenso, dal punto di vista fiscale si verifica comunque un passaggio di proprietà.
Una contribuente aveva acquistato un immobile con IVA agevolata al 4%. Successivamente, ha deciso di sciogliere il contratto restituendo l’immobile al venditore.
L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che:
Non avendo acquistato un’altra abitazione entro un anno, la contribuente ha subito la revoca dei benefici, confermata fino in Cassazione (ordinanza n. 9143/2026).
La perdita delle agevolazioni comporta:
Per mantenere i benefici prima casa, è fondamentale rispettare questa regola:
👉 In caso di trasferimento (anche tramite mutuo dissenso) entro cinque anni, è necessario acquistare un’altra abitazione entro un anno e destinarla a residenza principale.
La risoluzione della compravendita può sembrare una soluzione semplice, ma ha implicazioni fiscali importanti. Prima di procedere, è essenziale valutare attentamente la possibilità di un nuovo acquisto entro dodici mesi.
Una scelta non ponderata può comportare la perdita delle agevolazioni prima casa e un significativo aggravio economico.
Fonte: condominioweb.com
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